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È possibile vendere il cibo per cani e gatti dentro sacchetti di carta? O è forse meglio utilizzare anche un sottile strato di plastica?

La carta sta diventando sempre più popolare tra i materiali da imballaggio. Vogliamo eliminare la plastica dalle nostre confezioni a causa dell’effetto nefasto che ha sull’ambiente. Per la stessa ragione, ciotole e i bicchieri di plastica vengono sempre più spesso sostituiti con delle varianti in carta. Ma la carta è sempre l’alternativa giusta per gli imballaggi? Anche nel caso del cibo per animali domestici? Il nostro articolo cerca di rispondere a questa domanda.

Sempre più spesso, piatti, cannucce e confezioni di plastica vengono banditi. Dal 3 luglio, i prodotti in plastica monouso saranno vietati. In molti casi, questi articoli sono stati sostituiti da alternative realizzate in carta, poiché è meno dannosa per l’ambiente, in particolare quando torna nella natura dopo essere stata utilizzata.

Anche nel caso dell’imballaggio dei prodotti alimentari, in prima istanza, la carta può risultare una buona soluzione, ma spesso richiede un rivestimento avente lo scopo di evitare che le confezioni si ungano, si rompano o presentino fuoriuscite. Questi rivestimenti sono realizzati in plastica, quindi creano problemi in fase di riciclaggio. L’utilizzo della carta come materiale per l’imballaggio porta con sé anche altri svantaggi.

Riutilizzi non infiniti

Nella nostra ricerca del miglior materiale per l’imballaggio, la carta era uno dei candidati, ma presto ci siamo scontrati con alcuni aspetti negativi. Per cominciare, occorre una quantità superiore di carta per ottenere la resistenza e la durata garantite da una confezione in plastica.

Un altro svantaggio è rappresentato dal fatto che la carta non possa essere riciclata più di un paio di volte. Inoltre, per garantire la qualità della carta riciclata, sono sempre necessarie fibre di cellulosa fresche, quindi il riciclaggio non è del tutto circolare.

Poi c’è la questione del rivestimento: per garantire la corretta conservazione, le confezioni dei prodotti alimentari devono essere provviste di uno strato interno in plastica. Questo rivestimento complica, e in alcuni casi impedisce, il riciclaggio. Quando non è più possibile riciclare una confezione, servono nuovi alberi per produrre altra carta. Sapevi che la produzione di carta e il riciclaggio di questo materiale generano una quantità di CO2 superiore alla plastica?

È possibile sostituire completamente la plastica con la carta?

La carta gode di un’immagine positiva e viene considerata da molti l’alternativa alla plastica per eccellenza. Ma se effettuassimo questa sostituzione, la superficie terrestre attualmente a nostra disposizione non sarebbe sufficiente per produrre la quantità di carta necessaria. Per avere più carta servono più alberi e questo è un dato di fatto. Anche la capacità di riciclaggio che occorre per riutilizzare la carta è troppo ridotta per consentire un capovolgimento tanto drastico. La superficie terrestre e la capacità di riciclaggio sono insufficienti: due problemi che impediscono di sostituire tutta la plastica con la carta.

La materie prime disponibili sul nostro pianeta sono limitate, quindi il riciclaggio costituisce un punto fondamentale nella nostra ricerca sull’imballaggio migliore. Per quanto ci piacerebbe affermare il contrario, non esiste un materiale per l’imballaggio che abbia soltanto pregi. Ogni medaglia ha il suo rovescio: che si tratti della contrapposizione tra carta e plastica o del confronto tra produzione e riciclaggio. Noi di Yarrah siamo convinti che la chiave risieda nella circolarità, quindi abbiamo scelto di utilizzare il mono-PE per confezionare il nostro cibo per animali. Se vuoi sapere perché questa sia attualmente la migliore soluzione disponibile, leggi questo articolo.

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